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Telefono blu contro i semafori truccati Scandalo T-Red, decine di ricorsi al giorno
“Una spregiudica e politicizzata ideologia ha portato alla follia di pensare di ridurre milioni di italiani costretti ad usare l’auto per bisogno, a piccoli delinquentelli del quartierino” continua l’associazione di consumatori che da 10 anni denuncia “la “tracotanza” delle amministrazioni locali e assiste migliaia e migliaia di automobilisti nei ricorsi ai giudici di Pace in ogni angolo della Repubblica”.
“Ma ora - insiste l’associazione che riceve dal sito www.sosviaggiatore.com e dal centralino nazionale 199.44.33.78 decine di denuncie al giorno -, non basta montare il tipico caso clamoroso, sparando cifre di rimborsi impossibili e fare la solita “cagnara” all’italiana che alla fine significa non risolvere nulla”.
Per questo Telefono Blu mette a disposizione per i ricorsi tutti i propri uffici legali presenti in ogni cittā d’Italia. “Basterā contattarci -insiste la nota -, oltre che ai centralini ai portali di ogni provincia, digitando da qualsiasi motore di ricerca Telefono Blu e la Provincia di appartenenza”. Uno staff di legali č pronto ai ricorsi e poi Telefono Blu attiva una petizione on line per un disegno di legge che preveda l’obbligo dei 5 secondi fra il giallo ed il rosso del semaforo e l’obbligo di costruire rotonde negli incroci ritenuti pericolosi invece che installare i T Red . Non solo: l’associazione sta studiando il sistema per “costituirsi parte civile nei confronti dei Comuni, dei sindaci, degli assessori che abbiano fatto i “furbetti “ della serie : chi la fa l’aspetti”. Il presidente nazionale di Telefono Blu Pierre Orsoni rincara la dose: “č questa la vera rivoluzione per cui occorre scendere in piazza, alzare la testa per dichiarare che siamo cittadini e non sudditi”. |
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