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Non solo regole
In Italia ci sono forse 14 mila stabilimenti balneari ma la maggior parte del territorio a disposizione sulle coste, che e' di circa 8000 km, e' costituita da spiagge libere o quasi libere. Telefono Blu, che ricorda i suoi centralini 0541.694.282 ADRIATICO, 0184.574.021 TIRRENO, 081.551.7256 MEDITERRANEO e il portale www.telefonoblu.it, per tutte le denuncie di spiagge e mare (divieti, sporcizia, ecc) ha preparato un apposita scheda per capirci di piu'. Chi va in spiaggia rischia di prendere multe veramente alte per piccole infrazioni, che nella maggior parte dei casi non sono conosciute. Infatti nel codice della navigazione c’e' un regio decreto 327/42 che prevede all’articolo 1164 sanzione oltre i 1.000 euro a "chiunque non osserva una disposizione, ovvero un provvedimento legalmente dato dall’autorita' competente relativamente all’uso del demanio o delle zone portuali". Sempre secondo l’art.28 del codice si deve intendere: lido, spiaggia, porti lagune e foci. Ma non e' la legge a precisare cosa si puo' fare o non fare bensi' il tutto e' demandato alle Capitanerie di porto. Nelle strutture organizzate si trovano cartelli spesso non e' indicato nulla. Divieti come il cane in spiaggia,il gioco del pallone o della pallavolo, le pertinenze della battigia, i 300 metri per gli acquascooter ecc. Ogni anno fioccano multe. Le ordinanze in oggetto precisano anche che occorre lasciare un "corridoio" tra uno stabilimento e l'altro per l’accesso gratuito alla spiaggia demaniale, ma tale disposizione varia da zona a zona, oppure non viene fatta applicare. Sono cinque i metri dalla battigia che devono sempre rimanere liberi, indipendentemente dallo stabilimento balneare che paga una concessione demaniale. Pero’ attenzione non c’e' nessuna norma che dice che siano 5 metri, decidono infatti le singole Capitanerie di porto, viste le dimensioni delle spiagge. Quello spazio e' destinato al transito o sosta temporanea e non consente di fermarsi stabilmente o di impiantarsi con il kit da mare,anche perche' quello spazio deve essere in primo luogo per agevolare il passaggio e le operazioni di soccorso in mare. Ci sono altre regole che e' opportuno conoscere e riconoscere:
Ci sono norme poi che riguardano il mare:
Sono diversi anche i reati in mare. In testa alla classifica negli ultimi anni Sicilia, Lazio e Campania
Anche in questo caso – sostiene il Telefono Blu – e' opportuno rivedere un po’ le regole, secondo il principio della attualita'. Molti reati ed infrazioni infatti sottostanno a regole non piu' applicabili o di una severita' eccessiva. Questo non deve dare adito ad atteggiamenti non consoni, anzi proprio il passaparola ed il miglioramento della "cultura del rispetto" ci hanno portato ad avere un numero sempre maggiore di diportisti e bagnanti responsabili. Telefono Blu ritiene che questo percorso "culturale" deve procedere adeguando e le norme, semplificando le procedure. |
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