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Memoriale di Bob Marley
Link http://spettacoli.tiscali.it/musica/articoli/2005/febbraio/02/marley_celebrazione.html http://www.bobmarleyfoundation.org/africaunite/ http://rastaites.com/events/bobmarleyday.htm http://web.tiscali.it/xaymaca/songs.htm http://www.celebritygame.com/mixed_window.php?catID=2543
Fri February 4,
2005 Adorato in Africa per le sue canzoni inneggianti alla liberta' che hanno fatto il giro del continente, la fede Rastafari di Marley considera l'Etiopia una casa spirituale e venera l'ex imperatore Haile Selassie come un semi-Dio. I temi cari alle leggende etiopiche, intrecciate alle immagini classiche di Marley che alza il pugno in segno di trionfo o guarda pensoso attraverso le sue treccine, hanno dominato le due mostre di arte e fotografia ad Addis Abeba. "Bob Marley e' una persona, ma ha il potere di cambiare il mondo", dice Assefa Gebrekidan, 31 anni, che ha scolpito opere ispirate da Marley, morto di cancro nel 1981. "E' come una rivelazione, ci ha portato nuove idee, sull'unita', la giustizia, l'indipendenza, queste cose qui". L'Etiopia e' diventato un luogo fondamentale per i Rastafariani, in quanto unico paese africano ad aver vinto gli invasori europei quando sconfissero gli italiani negli anni 30, un simbolo della lotta per l'emancipazione della razza nera. "Le parole che ha detto, i suoi dischi, la sua filosofia e' per gli africani di unirsi e riconquistare la loro gloria", ha detto Melekte Truneh, 22 annu, etiopica ma residente in California. (3 febbraio 2005)
di Germana Andriani Dopo di loro, nel cortile della City Hall, arriva una banda, con le divise rosse e gli strumenti lucenti. Cresce l'attesa. Arrivano gruppi di danzatori e percussionisti tribali, i Burundi Drummers, l'atmosfera si fa carica e pulsante. In ultimo arriva anche Rita Marley, insieme alle autorita' del luogo e ai massimi rappresentanti della Chiesa ortodossa etiope, la stessa a cui Bob si converti' poco prima di morire. Rita incede come una regina e non nasconde l'emozione. E' il suo giorno. La City Hall e' ormai affollata, la cerimonia puo' avere inizio. Il palcoscenico del piccolo "cinema italiano" e' angusto, la platea affollata, i mezzi tecnici a dir poco rudimentali, la tensione e' alta. Il sindaco di Addis Abeba da' il benvenuto, ringrazia tutti e proclama Rita Marley cittadina onoraria, quasi un ringraziamento per tutto quanto la Bob Marley Foundation ha in animo di fare qui in Etiopia. E' poi il turno della carismatica Rita, che ricorda "Her Majesty Haile Selassie" e dalla platea all'unisono si leva il grido "Jah Rastafari!". Rita prosegue. Un ringraziamento speciale va a Cedella Booker Marley, la madre del celebre artista scomparso nel 1981, giunta sin qui affrontando un lunghissimo viaggio. E una citazione va anche al Governo Etiope per la collaborazione, insieme a un tributo all'importanza che l'Africa e soprattutto l'Etiopia hanno avuto nella vita e nella musica di suo marito. Dopo Rita, e' il turno dei Rastafari Drummers, un gruppo di percussionisti e cantanti dalle lunghe tuniche bianche, con sciarpe e cappelli nei colori nazionali etiopi: il rosso, il giallo e il verde a coprire i lunghi dreadlocks. Eseguono: Sattamassaghana, Ethiopia Is The Land e una commovente Get Up Stand Up, uno dei classici dei Wailers. Ecco poi salire sul palco Cedella Booker Marley, la madre di Bob, accolta da un interminabile e caldo applauso e subito ribattezzata "Mama Ethiopia": "Ho viaggiato in tutto il mondo per ricordare e celebrare la vita e la musica di mio figlio, Robert Nesta Marley, ma non ho mai ricevuto un'accoglienza cosi' forte e calda. Grazie Etiopia". Con voce possente, la signora interpreta Children Playing In The Streets, che Bob Marley scrisse per i Melody Makers, il gruppo composto dai suoi figli e guidato da Ziggy. Un titolo, quello della canzone, che in queste latitudini, dove l'infanzia e' privata sul serio, assume un peso e una forza del tutto particolari. La serata inaugurale e' chiusa dal coro dell'Universita' di Miami, oggi frequentata anche da Cedella, la piu' giovane delle figlie di Marley, che esegue Redemption Song e No Woman No Cry. L'emozione pervade la platea. Ma e' solo l'inizio. Il programma prevede, oltre a tre giorni di conferenze e dibattiti sulla realta' africana e sul messaggio della musica di Marley, una mostra fotografica, esibizioni in diversi luoghi della Cittą, per arrivare infine all'imponente concerto che si terra' domenica 6 febbraio nell'immensa Meskel Square, al centro di Addis Abeba.
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