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Sudest asiatico: la mappa del turismo sessuale

Giakarta, 18 set. - (Aki/Ign) - Riflettori puntati sul sudest asiatico, dopo la notizia dell'arresto a Trento di un cittadino italiano per crimini connessi a turismo sessuale con minori. Le spiagge dorate di Phuket, Bali o Indonesia, così come le città di Manila e Phnom Penh sono spesso mete di predatori senza scrupoli, oltre che di turisti interessati alle bellezze del posto. Secondo EPCAT (End Childhood Prostitution, Child Pornography and Trafficking), un network internazionale contro lo sfruttamento sessuale dei bambini, a rendere il sudest asiatico particolarmente vulnerabile è la povertà e uno scarso rispetto per le leggi.

I dati, seppur frammentari, sono allarmati. Secondo l'UNICEF, per esempio, in Thailandia, i bambini coinvolti nel turismo sessuale sono tra i 60 e i 200mila. EPCAT afferma che siano almeno 300mila. Per FACE (Fight Against Child Exploitation), un gruppo thailandese che lotta contro il turismo sessuale, sono invece almeno 5mila i turisti che atterrano in Thailandia ogni anno solo per approfittare sessualmente dei bambini locali. E gli arresti sono rari, anche se in crescita. La situazione non va molto meglio in Indonesia, dove è piuttosto comune vedere occidentali di mezza età passeggiare mano nella mano con minorenni locali sotto l'occhio disinteressato della polizia. Tra i vicoli della capitale Giakarta, così come nelle altre grandi città, bambine-prostitute sono spesso in mostra all'interno di locali 'karoake' normalmente controllati dall'esercito e dove trascorrere qualche ora in compagnia di minorenni costa solo pochi euro.

EPCAT ritiene che siano almeno 100mila le prostitute minorenni nei paesi dove il turismo sessuale - come in Thailandia e Indonesia - rappresenta tra il 2 e il 14 per cento del Prodotto Interno Lordo. A essere inserita tra le mete del turismo sessuale, ora, è la Cambogia dove, secondo una ricerca condotta dall'UNICEF, ci sarebbero già almeno 33mila bambini coinvolti nella prostituzione. Secondo gli esperti, il modo migliore per combattere lo sfruttamento è perseguire i turisti sessuali anche nei paesi di origine, proprio come ha iniziato a fare l'Italia. E' infatti la prima volta nel nostro Paese che una persona viene condannata per turismo sessuale.

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