Malasanita'
Sono 150 mila
le richieste di risarcimento l'anno
Sanita', 'boom' di denunce per errori medici: +184% in 10 anni
Istituito un osservatorio per presentare una proposta di legge e
monitorare le problematiche che determinano l'insorgere dei casi di
responsabilita'
Verona,
20 apr. - (Adnkronos) - Balzo in avanti per le denunce di errori medici in
Italia: in meno di 10 anni sono aumentate del 184%, passando da 3.150 nel 1994
a 7.800 nel 2002. Quelle a carico di Asl e ospedali hanno segnato una crescita
piu' moderata, intorno al 31% (da 5.100 nel '94 a 6.700 nel 2002). E' quanto
emerso oggi durante il convegno 'La responsabilita' professionale del medico',
promosso a Verona dall'ospedale 'Sacro Cuore-Don Calabria'.
Una situazione allarmante anche per i cittadini. Tanto che, secondo l'ultimo
sondaggio sugli errori medici dell'Eurobarometro, quasi quattro europei su
cinque hanno scarsa fiducia nei confronti di medici e strutture sanitarie. E a
guidare la lista dei piu' preoccupati (68%), sono proprio gli italiani.
''Secondo le stime di alcune compagnie assicurative - precisa l'avvocato
Natale Callipari, coordinatore scientifico del convegno - in Italia ogni anno,
su otto milioni di ricoveri in strutture pubbliche, circa 320 mila pazienti
(il 4%) denunciano danni, e le richieste di risarcimento sono circa 150 mila,
di cui 12 mila pendenti davanti ai giudici''. ''Una situazione - sottolinea
Callipari - con altissimi costi sociali, oneri economici per il Servizio
sanitario nazionale (Ssn), ma anche aggravio di lavoro per gli organi
giudiziari, gia' impegnati in una mole considerevole di processi''.
Si calcola, aggiunge l'esperto, che ogni denuncia costa al Ssn circa 26.750
euro. Una situazione pesante anche per i 'camici bianchi', che ''rischiano di
essere scoraggiati dal pericolo di sanzioni e dal costo delle assicurazioni -
sottolinea Guido Alpa, ordinario di Istituzioni di diritto privato
all'universita' La Sapienza di Roma - occorre dunque un intervento di carattere
legislativo'', per mettere ordine nel settore.
Anche per questo, a Verona, si e' deciso di istituire un Osservatorio sulla
responsabilita' del medico. Obiettivo: contribuire con dati certi alla
preparazione di una riforma legislativa che affronti, ''attraverso un equo
contemperamento, tutti gli interessi coinvolti: da quelli del medico a quelli
del paziente, ma anche della struttura sanitaria, del personale paramedico e
del mondo assicurativo'', sottolineano gli esperti.
Insomma, da Verona e' emersa la necessita' di promuovere un cambiamento
culturale, strutturato e sistematizzato, che affronti finalmente in maniera
adeguata il problema della responsabilita' del medico. Un cambiamento, precisa
il giurista docente all'universita' di Oxford (Gb) Mads Andenas, che nel mondo
anglosassone e' gia' iniziato da tempo. ''Si deve superare l'approccio punitivo
dell'errore - spiega Sergio Licheri, direttore generale dell'Istituto
superiore di sanita' (Iss) - e' molto facile, infatti, di fronte a qualcosa che
non ha funzionato, limitarsi a colpevolizzare l'operatore coinvolto, che in
realta' e' solo il piu' debole anello della catena di eventi che hanno innescato
l'errore''.
''Al contrario - prosegue - serve un sistema che renda possibile la
rilevazione di tutti gli errori, anche quelli che non hanno generato un evento
avverso''. Soltanto cosi' si potranno individuare le cause. Non solo. La
medicina, in continua evoluzione, ''pone il problema di un trasferimento di
'certezze momentanee' dal campo medico a quello giuridico - aggiunge Luigi
Ciampoli, sostituto procuratore generale della Corte di Cassazione - Si e' reso
quindi necessario un elemento chiarificatore, che la Corte di Cassazione ha
pronunciato nel 2002, nel quale abbiamo cercato di individuare gli elementi su
cui fondare un giudizio di responsabilita' del medico''. L'idea di istituire
l'Osservatorio ad hoc, conclude poi Callipari, nasce con l'obiettivo di
arrivare a presentare una proposta di legge e di monitorare le problematiche
che determinano l'insorgere dei casi di responsabilita' sanitaria. Obiettivo
del progetto, anche promuovere studi e ricerche sulla situazione degli altri
Paesi.

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