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L’ultima identificazione riguarda un musulmano ammazzato a Srebrenica Sono 10.000 le vittime della guerra in Bosnia Erzegovina (1992-1995) riconosciute grazie all’esame del Dna: lo ha riferito oggi un portavoce della Commissione internazionale per le persone scomparse (International Commission on Missing Persons-Icmp), aggiungendo che la vittima numero 10.000 riconosciuta è un uomo d’appartenenza nazionale musulmana ucciso nel genocidio di Srebrenica (dove tra l’11 e il 21 luglio 1995 hanno perso la vita tra gli 8.000 e i 12.000 musulmani). Restano ancora circa 13.000 vittime del conflitto bosniaco da riconoscere (17.500 in tutta la ex Jugoslavia) e, secondo l’Icmp, bisognerà aspettare almeno il 2010 affinché il 70% di queste (circa 9.000 persone) possa riavere un nome ed essere degnamente sepolta. Il sistema di analisi del Dna adottato in Bosnia è stato realizzato appositamente per il riconoscimento delle vittime del conflitto e si basa su procedure mai applicate fino al momento della sua messa a punto. La sofisticatezza di questo sistema è tale da avere spinto la comunità internazionale a utilizzarlo anche per riconoscere i morti dello tsunami asiatico del 2004, quelli degli attacchi terroristici in Iraq e quelli provocate negli Stati Uniti dall’uragano Katrina.
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