FAQ
Architetto on line
DOMANDA
Buongiorno, ho visto un terreno edificabile nella mia città (Pescara), ma ha
un vicolo del PAI (piano di assetto idrogeologico), purtroppo, alcuni
architetti me lo hanno sconsigliato, perché bisogna fare una perizia
idrogeologica un po' più complessa e costosa, di quella che si fa di solito
e poi bisogna presentarla alla Provincia (L'Aquila). Inoltre è possibile
edificare solo una casa UNIFAMILIARE, QUINDI NIENTE VILLETTE A SCHIERA O
PLURIFAMILIARI. E' vero? ma se in altre zone con lo stesso vincolo alcuni
costruttori hanno realizzato e continuano a realizzare di tutto, villette a
schiera, palazzine, ecc. Cosa mi consigliate di fare? Posso acquista un
terreno con un vincolo di rischio 1 - verde o NO ? (io vorrei fare delle
villette a schiera). Andrea Pescara PE
RISPOSTA
Egr. Sig. Andrea, non ho ragione per dubitare del consiglio che le
hanno già fornito dei colleghi, visionando la zona e conoscendone bene le
problematiche. Molto spesso, in seguito a delle analisi idrologiche più
approfondite si potrebbe anche riuscire ad avere qualche permesso in più, ma
lei sa che esiste anche un piano regolatore dello sviluppo urbano che può,
indipendentemente dal vincolo idrico, imporre in I (indice di edificabilità)
su una porzione di città, al fine di regolarne morfologia, rapporto con il
verde, densità di cementificazione, estensione dell'area edificata, colore
delle superfici esterne, altezza di gronda... Il mio consiglio, se proprio
le sta a cuore l'area è verificare che l'edificazione esclusivamente di una
singola villetta (monopiano?) sia effettivamente legata solo al vincolo
idrologico o non ci siano altri impedimenti. Nel qual caso, sarebbero molto
difficili (impossibili!) da eludere. La ringrazio per avermi interpellato e
spero di esserle stata di aiuto.
Arch. F. Falsetti.
DOMANDA
Salve, ho deciso di cambiare colore alle mie porte d’ingresso (appartamento
datato circa 1860 piano nobile) porte che collegano altre camere. Quindi
tutte visibili dall’ingresso. Sono in difficoltà soprattutto con la mostra,
di che colore rispetto alle porte ? se può inviare qualche foto per
regolarmi. Grazie, Patrizia.
RISPOSTA
Gent.ma Patrizia, le foto a volte non rendono bene il colore a causa della
luminosità dello schermo e del trasferimento su stampanti non sempre
adeguatamente settate. Ad ogni modo, il colore di un interno è estremamente
soggettivo. Per ottenere un effetto armonico, può ispirarsi a tonalità
neutre (panna, crema, beige) con alcuni dettagli tono su tono (modanature,
stipiti, maniglie), considerando che tutti i dettagli moderni o hitec male
si sposano con l'insieme ottocentesco. Se le porte sono allineate, come mi
pare di capire, vanno dipinte tutte dello stesso colore, a meno che non si
voglia optare per un effetto scenografico di collegamento agli ambienti sui
quali si aprono (es. stanze a tema: blu, rossa, verde...) per le quali si
potrebbe optare per un dettaglio (piccola modanatura o profilo) in tinta con
la stanza. Bisogna inoltre vedere se lei ha arredato il tutto in stile
oppure no. Se i soffitti sono voltati, affrescati, bassi o alti, se
l'ingresso in questione è illuminato naturalmente o in modo artificiale e da
quali lampade (es. se ci sono elementi luminosi color bronzo, è inutile
affiancarli a tinte perlate, contenenti una punta di grigio, che si
sposerebbero meglio con elementi in ferro brunito o al limite in alluminio).
Se ci sono arredi dai toni freddi o acidi vale lo stesso discorso. Di
solito, negli edifici d'epoca il dettaglio più è sobrio, meno stanca e più
risulta elegante e facile da abbinare.
DOMANDA
Attualmente sto ristrutturando la mia abitazione; noto l'esigenza di
applicare dei pannelli fotovoltaici e anche dei pannelli solari; non conosco
però se il decreto che agevola chi fa queste istallazioni, è attualmente in
vigore? A livello strutturale con il geometra che mi segue abbiamo trovato
un posizionamento a Sud, de le mando una copia della bozza del progetto
potrebbe darmi qualche consiglio. La ringrazio per l'attenzione ricevuta,
distinti saluti.
RISPOSTA
Il decreto è ancora in vigore in base all'autonomia delle singole regioni
che possono scegliere gli stanziamenti per le agevolazioni. La soluzione
migliore è quella di recarsi presso l'ufficio dell'edilizia pubblica del
proprio comune e chiedere in tale sede anche i relativi documenti/domande da
presentare.
DOMANDA
Anni fa, circa 10 , ho acquistato e fatto murare in casa una cassaforte (dim
60cm x 60 cm circa) della ditta DIERRE. La scorsa settimana dei ladri sono
entrati in casa e hanno aperto la cassaforte sfondando con un piccone la
porta della stessa e rubando tutto ciò che vi era. Posso in qualche modo
rivalermi sulla ditta che l'ha costruita o sul rivenditore? Marina
RISPOSTA
Gentilissima Marina, in caso di furto con scasso, molto spesso chi è
chiamato in causa è l'assicurazione dell'immobile o dei beni in sé, perché
bisogna sempre valutare come si sono svolti i fatti, quali danni oltre alla
cassaforte e relativo contenuto sono stati commessi, se c'è stato un
comportamento per il quale i ladri sono stati facilitati (finestre o
ingressi non totalmente chiusi...). Per quanto riguarda la cassaforte, con
il suo certificato di acquisto lei dovrebbe avere una garanzia, come per
tutti i beni tecnologici (dai frigo ai cellulari); in base a quanto
riportato lei può contattare la ditta e rivalersi quantomeno per pubblicità
ingannevole. Ad ogni modo sul sito della DIERRE non viene mai menzionata la
durata o la garanzia di nessuno dei prodotti, segno che forse non è la prima
ad avere avuto simili sorprese. Si informi presso il loro ufficio, ma non il
commerciale, chieda di parlare direttamente con il responsabile delle
certificazioni e faccia delle foto da inviare con una lettera raccomandata
con ricevuta di ritorno per richiedere spiegazioni in merito. Come ultima
soluzione può rivolgersi ad un legale, ma prima verifichi tutto il resto.
Cordialmente, Arch. F. Falsetti.
DOMANDA
Gentilissimo Architetto, ho un quesito urgente da esporle; sono in procinto
di edificare un fabbricato bifamiliare in stile puramente umbro-toscano, (a
struttura mista), piccolo casale in pietra umbra a faccia vista (odio
personale verso l'intonaco) con travature portanti in grossa sezione in
castagno calabrese nella zona di Palombara Sabina (RM) con grado di
sismicità S9. Premetto che il fabbricato si estende in gran parte su un
piano mentre al 2°piano (parte centrale) la zona notte; le misure sono
23x10m per un'altezza interna per ogni piano di 2.70m mentre la parte
centrale si estende per 13m di lunghezza. La struttura portante verrà
eseguita con pilastri in cemento armato dove verranno posate le travi
portanti in castagno sia per la copertura del tetto sia per il solaio che
divide il piano terra dalla zona notte, logicamente verrà anche eseguito un
cordolo di collegamento in cemento armato. Vengo al dunque, due ingegneri da
me interpellati per eseguire il calcolo statico della struttura in questione
mi hanno riferito di non poter fare ciò, perché non in regola con le
normative antisismiche vigenti; in aggiunta anche il Genio Civile di Roma à
contrario ad approvare questo progetto. Ma facendo riferimento all’ (UNI ENV
1998: "Eurocodice 8 - Indicazioni progettuali per la resistenza sismica
delle strutture"), nella parte 1.3 - Paragrafo 4, il progettista che si
trovi ad affrontare il problema della progettazione di un edificio a
struttura di legno in zona sismica, non dovrebbe avere problemi. Io lavoro
il legno e sono pienamente conscio dei benefici che questo materiale offre,
tra cui l’ottima capacità di dissipare energia quindi elevata elasticità, la
buona coibentazione e il ridotto peso degli elementi strutturali. Per
chiudere questa lunga lettera architetto vorrei sapere oltre ad una sua
considerazione in merito, se c’è la possibilità concreta di realizzare
questo piccolo casale in stile e se può aiutarmi nel contattare qualche
funzionario del Genio Civile che ferrato in materia possa far approvare
questo progetto. La ringrazio anticipatamente per una Sua cordiale risposta,
a presto! Lorenzo.
RISPOSTA
Buongiorno Lorenzo, anche io come lei non amo particolarmente l'intonaco ed
anche io come lei ho una certa predilezione per il legno. Il punto è che nel
suo edificio lei mischia molti materiali ed effettivamente esistono ancora
diverse perplessità in seguito al terremoto di Assisi, nel quale se lei si
ricorda, crollarono le case ristrutturate e rimasero in piedi
prevalentemente quelle antiche in sasso. Dopo molti studi ed anche parecchie
liti, si giunse alla conclusione che la causa del disastro era da imputarsi
prevalentemente agli ingegneri che avevano consolidato gli edifici con
cordoli in cemento armato. L'effetto che si era ottenuto, per intenderci,
era quello di una scatola di carta con un coperchio di metallo: quando la
carta oscilla, il coperchio pesantissimo, lasciato il suo baricentro le dà
l'inerzia per snervarsi del tutto e crollare. Io non so chi le abbia fatto
il progetto architettonico, ma dovrebbe sapere queste cose e sviluppare le
scelte tecnologiche con cognizione di causa, magari cercando fra i progetti
approvati senza problemi, l'ispirazione necessaria...solo così potrà
incontrate i minori ostacoli possibili. Infine, per quanto riguarda le
costruzioni in legno, hanno una loro legislazione ancora non del tutto
classificata in Italia, (mentre in Germania esistono già da anni dei veri e
propri trattati) e sono affidate a pochi pionieri, che non mischiano i
materiali, ma che edificano interamente in legno massello o lamellare e
pannelli strutturali derivati. Cordialmente, Arch. F. Falsetti.

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