Bologna, grande fuga dalla Cittą

Bologna, la grande fuga dalla Cittą. Dove ci sono sempre meno bambini, meno famiglie, meno uomini e piu' anziani soli. E’ una Cittą riservata a donne, over settantacinquenni e giovani sigle quella fotografata da censimento 2001 secondo alcuni approfondimenti dell’ISTAT.

Un capoluogo cui la provincia ha “scippato” progressivamente famiglie e bambini. Il censimento ha messo a nudo anche un’altra faccia della popolazione bolognese: il 98,4% dei ragazzi tra i 18 e 34 anni vive ancora a casa con mamma e papa'. In linea con la tendenza nazionale, Bologna infatti perde popolazione a vantaggio dei comuni confinanti. Dal 1991 (data del penultimo censimento) la popolazione e' scesa dell’ 8,2% nel comune capoluogo (attestandosi a 371.217 unita') mentre nei comuni dell’interland e' cresciuta del 2,8%. Anche se il vero exploit l’hanno avuto i comuni di seconda corono (come Monzuno, Ozzano dell’Emilia, o Budrio) cresciuti del 15,3%.

La maggiore speranza di vita delle donne, unita' al progressivo invecchiamento della popolazione, ha come conseguenza un continuo aumento delle donne rispetto agli uomini: a Bologna sono 26.555 in piu'. Sono anche cresciuti, in controtendenza col resto di Italia, i bambini con meno di 10 anni. Ma se nel capoluogo sono aumentati dal 1991 al 2001 del 13,4% l’aumento medio nel resto della provincia e' stato del 29,5%. Le persone con piu' di 65 anni sono il 26,6%.

A Bologna rispetto agli altri comuni di prima e seconda corona, ci sono poi meno persone sposate (46,7% contro il 52,2% e il 51,6%) ci sono piu' celibi e nubili (37,5% contro il 35,5% e li 36,6%) e piu' separati e divorziati (5% contro il 4,2% e il 3,9%).

 

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