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Caldo, prime vittime e consumi alle stelle
Black-out, dal 2009 clienti risarciti
Sale la temperatura e, mentre si registrano le prime vittime, si impenna anche la domanda di energia. L'uso massiccio di condizionatori e refrigeratori, per contrastare l'ondata di caldo di questi giorni, sta riportando i consumi di elettricità verso i livelli record. Si temono nuovi black-out e l'Autorità per l'energia elettrica vara risarcimenti in caso di interruzioni prolungate. Per un uso più oculato dell'aria condizionata il ministro Turco invita a togliere le cravatte in ufficio.
Prime vittime.
Un'anziana turista italiana di 78 anni è morta sulla spiaggia di Grado (Gorizia), dopo essere stata colta da malore mentre si trovava sotto l'ombrellone. Secondo i sanitari del 118 il caldo torrido della zona sarebbe alla base del decesso. Anche a Milano, la morte di due uomini - un cardiopatico di 34 anni con problemi di dipendenza dall'alcol ed un anziano - potrebbe essere legata all'afa ed alle temperature che oggi hanno raggiunto i 36 gradi. Le previsioni per i prossimi giorni sembrano confermare i timori di ulteriori emergenze. Il presidente della Regione Umbria ha firmato un'ordinanza con cui si dichiara lo stato di "emergenza calore" fino al 20 luglio in tutta la regione. La Regione Puglia, da parte sua, ha imposto ulteriori riduzioni di acqua per l'Ilva di Taranto e per tutto il comparto agricolo. La Protezione Civile segnala che soprattutto sull'Italia centro-settentrionale si registreranno temperature elevate che potrebbero creare problemi alla salute delle fasce di popolazione a rischio.
Rischio black-out.
Dopo un periodo di tranquillità, torna per famiglie e imprese lo spettro del black-out. Dal 2009, però, a temerlo saranno soprattutto i distributori: una delibera dell'Authority ha stabilito che dal luglio 2009 dovranno rimborsare i clienti se l'interruzione sarà durata troppo. Oggi il picco di consumi si è avuto tra le 11 e le 12, con una richiesta di oltre 53mila megawatt. Il massimo storico, i 55.600 megawatt del 27 giugno 2006 è ancora lontano, ma nei prossimi giorni non è previsto l'arrivo di aria più fresca e la situazione potrebbe diventare più critica. Secondo i gestori, non esisterebbero comunque rischi per la stabilità e la sicurezza del sistema elettrico.
Interruzioni e risarcimenti.
In caso di interruzioni di energia elettrica troppo lunghe, gli utenti dovranno essere risarciti con rimborsi da 30 a 300 euro per le famiglie e fino a 6.000 euro per le imprese. A pagare saranno le imprese di distribuzione o, in caso di black-out dovuti a condizioni o eventi eccezionali, un nuovo Fondo istituito per l'occasione. Il provvedimento dell'Autorità per l'energia elettrica e il gas entrerà in vigore gradualmente dal 1° luglio 2009. Ma come capire se l'interruzione è durata troppo? L'Authority ha stabilito delle soglie: per i black-out senza preavviso, i rimborsi per le famiglie e le imprese collegate in bassa tensione scatteranno dopo 8 ore nei comuni con più di 50mila abitanti, dopo 12 ore in quelli con popolazione compresa tra 5mila e 50mila persone e dopo 16 ore per i paesi più piccoli e le aree rurali; per le imprese connesse in media tensione, lo standard sarà rispettivamente di 4, 6 e 8 ore; per le interruzioni con preavviso, invece, la durata del black-out non potrà superare le 8 ore sia per le famiglie che per le imprese. In base alle nuove norme, i risarcimenti per i danni saranno accreditati direttamente in bolletta sotto forma di detrazione forfettaria. Secondo l'Autorità, l'obiettivo dei rimborsi automatici è duplice. "Da un lato si vuole assicurare un rimborso per il disagio subito dai clienti in caso di interruzioni di durata prolungata oltre certi tempi standard prefissati; dall'altro si vuole incentivare e promuovere un tempestivo ripristino del servizio da parte delle imprese di distribuzione e trasmissione, con un contenimento della durata delle interruzioni".
Cravatte in ufficio.
Il caldo si combatte anche con un abbigliamento adeguato. Per questo motivo, il ministro della Salute, Livia Turco ha invitato "tutti gli uffici pubblici e privati italiani a proporre ai propri dipendenti di non usare la cravatta durante le ondate di calore come quella che sta attraversando parte della penisola in questi giorni". Togliere la cravatta, ricorda il ministero, "produce infatti un immediato abbassamento della temperatura corporea valutabile tra i 2 e i 3 gradi centigradi, con beneficio dell'organismo e con conseguente minore necessità di refrigerio permettendo un più oculato uso del condizionamento artificiale dell'aria, a tutto vantaggio del risparmio energetico e della tutela dell'ambiente". (16 luglio 2007)

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